In ricordo di Gaetanina
Caro peppino,
vorrei proporre questo articolo a firma Lucia Romeo sul decimo anniversario della scomparsa di Gaetanina Scotto.
L'articolo sara pubblicato su Orizzonti in uscita a fine mese.
Grazie
Raffaele Iovine


"All'ombra de' cipressi e dentro l'urne
confortate di pianto è forse il sonno
della morte men duro?"
- Dei Sepolcri - Foscolo
 
No, neanche l'ombra lieta dei cipressi, o le lacrime dei cari sulla sponda della nostra sepoltura potranno rendere il perpetuo sonno della morte meno angosciante, doloroso, e incomprensibile agli occhi di chi, ancora in vita, sente che, con la morte del proprio caro, una parte di sé è andata perduta.
Ma se siamo qui, a far ascoltare a voi tutti queste parole, è perché non vogliamo che la morte trascini con sé, nel completo buio dell'oblio, anche tutta una vita.
Il "Procida Oggi", uscito il 23 dicembre 1995, esordiva, in prima pagina, con un grosso titolo, "Per non dimenticare!", in occasione della tragedia avvenuta il 18 novembre dello stesso anno, in cui furono stroncate le giovani vite di un'infermiera procidana, Gaetanina Scotto di Perrotolo, e di un ispettore di polizia casertano, Antonio Raimondo.
E noi, a distanza di 10 anni, siamo qui perché NON VOGLIAMO DIMENTICARE!
Sarebbe inutile raccontarvi come si sia svolta la vicenda: 10 anni sono bastati per dare diverse versioni, alcune più verosimili, altre più colorite.
E sembra che 10 anni siano anche bastati (e chissà, magari anche avanzati!) per compiere quel breve passo che intercorre fra commozione e disinteresse.
Eh sì, perché dobbiamo confessarlo: noi Procidani, sulla scia del dolore, dello scandalo prodotto da una tragedia, siamo sempre molto bravi a partire in quarta, con proteste, richieste, cortei, manifestazioni. E poi?
E poi questa rabbia contro un diritto alla salute non tutelato, contro la mancanza di un ospedale è, magicamente, implosa; e il silenzio e il vuoto sono ripiombati sulle nostre coscienze.
Ma non voglio dilungarmi in una polemica che intorpidirebbe il ricordo di una persona gioviale che si è spesa per gli altri, senza timore, senza vergogna.
No, non riceverete da me neanche il classico polpettone melenso, retorico, strappalacrime e patetico.
Vorrei solo provare, insieme a voi lettori, a ricordare, con semplicità, anche solo per un istante, una giovane donna, Gaetanina Scotto di Perrotolo, che ha perso la vita in un'operazione di soccorso che si è tramutata in una tragica sventura.
Un'infermiera, forse come tante, amante della vita, della cucina, dei campo-scuola estivi con i ragazzi, delle festicciole, delle uscite in compagnia.
Vogliamo ricordarla con un sorriso, semplice e genuino, un sorriso di quelli che lei sapeva regalare con gioia, amore e disponibilità.
Era una donna come tante: con le sue debolezze, i suoi momenti di sconforto, e le sue mani sempre tese verso il prossimo, con un lavoro, una famiglia, dei nipoti e dei fratelli.
Una giovane vita che si è librata nell'aria, affinché altri seguissero la sua strada.
E' per questo che vorrei ricordarla non come una vita che si è sacrificata, come qualcuno l'ha definita, bensì come una vita che si è donata. Nel pieno dell'amore, come linfa vitale per gli altri.
 
"A egregie cose il forte animo accendono
l'urne dei forti (...)"
- Dei Sepolcri - Foscolo
 
E questa donna, forte e sensibile, ci ha lasciati proprio con la speranza che la sua memoria potesse divampare nell'anima nobile di chi, con coraggio, si sarebbe prodigato in imprese ancora più straordinarie.
Lucia Romeo