L.E.T. Laboratorio espressivo teatrale
Villa Camaldoli
Associazione o.n.l.u.s.
LORO DI NAPOLI
presentano:
Ritratti di autore...
in cerca di donne
liberamente elaborati dalle opere teatrali dei
maggiori autori del ‘900 napoletano
Musiche originali di Vincenzo Cacciuttolo
Regia di Alba Sognamillo
L’Associazione onlus “Loro
di Napoli” si presenta per la prima volta
al pubblico procidano con una performance molto
toccante, che attraversa l’universo femminile
evidenziandone alcuni dei molteplici aspetti, grazie
alla felice penna di autori napoletani del ‘900.
Comicità, rabbia, amore filiale, tenerezza,
gelosia, sconfitte, drammi familiari ,violenze,
morte, messi in scena da un cast di sole donne,
che rappresentano se stesse, con le proprie contraddizioni,
i propri errori, le proprie delusioni, le proprie
speranze, la propria forza, fedeli ai “ritratti”,
tracciati da autori del calibro di Eduardo De Filippo,
M. Santanelli, A. Ruccello, E. Moscato, F. Silvestri.
Lo spettacolo, già presentato alla Casina
Vanvitelliana di Bacoli, al Carcere Femminile di
Pozzuoli, al Succorpo della basilica SS. Annunziata
in Napoli, al teatro Sancarluccio in Napoli, ha
suscitato i consensi del pubblico.
I commenti, dapprima divertiti e partecipi ai sogni
erotici di Virginia, immediatamente hanno lasciato
posto al silenzio commosso, durante l’interpretazione
di “Filomena Marturano”, dove l’applauso
finale liberatore ha sciolto il nodo in gola che
si era venuto a creare.
E poi la storia di una prostituta e del proprio
figlio, la visionaria attribuzione di paternità
a S. Gennaro a risoluzione di un contrasto filiale,
la madre col ”mal di denti” che vede
consumare il dramma della figlia incinta, la madre
devota che raccomanda a S.Gennaro il figlio sfortunato,
la prostituta Nanà , i cui molteplici aspetti
emozionali sono interpretati, alla maniera della
tragedia greca, da tre differenti attrici.
Per finire a Carmela, internata psichiatrica, che
si crede la Madonna, in un delirio insieme comico
e sofferto
I personaggi che non compaiono in scena direttamente,
ma comunque interlocutori delle protagoniste, ricevono
la voce dal “recitato” del pianoforte,
che alterna costantemente il parlato al commento
di momenti emozionali significativi.
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