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Sepa: due consiglieri di minoranza PDF Stampa E-mail

In seguito alla replica del Vicesindaco di Procida sulla questione Sepa, Dino Ambrosino e Fabrizio Borgogna, consiglieri di minoranza al Comune ci hanno scritto: 
Caro Peppino,
cogliamo con piacere l’opportunità di continuare il pubblico confronto sulla questione rifiuti.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: per quanto ci riguarda la SEPA ha fallito, e quindi va chiusa senza indugi, e cerchiamo di dimostrare il perchè.

Questa azienda è partecipata al 70% dal Comune e quindi, poiché a maggioranza pubblica, ci si aspettava maggiore trasparenza e correttezza nella gestione. Il fatto che ogni anno venga portato il Piano Finanziario in Consiglio Comunale non è esaustivo rispetto alle esigenze di informazione. Il Piano riporta voci di spesa aggregate, tali da non consentire un approfondito esame, e, tra l’altro, è obbligatorio portarlo in Consiglio perché si determini la tariffa annuale, quindi in ciò non si fa nessuna “creanza”.
Quando in passato abbiamo rivolto richieste di informazioni alla dirigenza SEPA, o al vecchio Sindaco, ci è stata data più volte una risposta negativa. Ricordiamo per esempio il caso in cui si rifiutarono di comunicaci l’ammontare dell’importo pagato dalla SEPA all’avv. Zabatta (quello dell’EVI….) per una sua consulenza. Ed anche in questo l’attuale vicesindaco dice una bugia: la SEPA anche in passato ha richiesto consulenze.
Per quanto riguarda poi le assunzioni, apprendiamo ora dal testo della risposta del vicesindaco che ne ha fatte 15, quando invece in Consiglio Comunale aveva detto 10, ed in passato 7-8. Sarebbe interessante avere  l’elenco nominale dei lavoratori della SEPA per chiarire definitivamente la questione (si potrebbe pubblicare tale elenco sul sito internet, per dimostrare la volontà di trasparenza).
Fatto sta che queste assunzioni sono state troppe, hanno causato l’aumento dei costi e sono state fatte tutte a vantaggio di amici e parenti.
Quindi in sintesi: la SEPA è un’azienda a maggioranza pubblica che si è sempre sottratta al controllo dei consiglieri comunali, che nelle assunzioni si è comportata come una qualsiasi azienda privata, che in pochi anni ha accumulato debiti ingenti, che costa una cifra enorme per la piccola comunità procidana.
Per quale ragione dovremmo sostenerla?
La questione della rimozione del CDA ci introduce in un’altra riflessione. Va detto che è evidente che una qualsiasi azienda ha bisogno di un vertice, ma quello che contestiamo alla SEPA è proprio questa mancanza di direzione. Nonostante vengano pagati, i membri del CDA non producono nulla.
Noi ne chiediamo la rimozione e la sostituzione con altri proprio perché una società come questa ha bisogno di persone qualificate che si impegnino. Dovrebbe per esempio venire da loro un piano per l’organizzazione della raccolta differenziata. Ed è qui che lamentiamo la peggiore responsabilità dei nostri Amministratori. Dovevano organizzare prima una buona raccolta differenziata e poi introdurre la tariffa Ronchi. Dovevano prima investire sulla riduzione della produzione di rifiuti, e poi, come dissuasore, minacciare l’aumento dei costi a carico di quelle utenze che continuavano a produrre quantità elevate di spazzatura indifferenziata.
La citazione dello studio ATO per cui la tariffa di Procida è conforme alle previsioni regionali, innanzitutto non giustifica il fatto che noi paghiamo dal 2004 una bolletta così esosa. Inoltre gli studi servono a spronare gli amministratori a trovare soluzioni per non far aumentare i costi.
Per esempio gli studi internazionali da anni minacciano un aumento del prezzo del petrolio per indurre le società sviluppate ad investire sull’energia alternativa.
Così gli studi sul prezzo della raccolta spazzatura devono costringere i Comuni ad organizzare soluzioni per la riduzione della quantità di rifiuti.
A Procida, per esempio, la minoranza ha proposto il compostaggio domestico, ovvero lo smaltimento nel nostro giardino del materiale organico. Se questo si facesse con adeguati incentivi e controlli in tutta l’isola, sarebbe possibile ridurre la quantità di rifiuti e sarebbe possibile diminuire i giorni in cui raccogliere la spazzatura (a questo punto automaticamente differenziata).
Queste proposte da anni cadono nel vuoto perché gli Amministratori e la SEPA non si sforzano a realizzarle. Ci vuole quindi un cambio di marcia, una ventata di entusiasmo e spirito di sacrificio, qualità che in questo momento non hanno né gli Amministratori né la SEPA. Che si mettano seriamente in discussione senza attribuire ad altri le proprie responsabilità.
Dino Ambrosino e Fabrizio Borgogna
 
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