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Riflessioni#2 di Mariella Scotto PDF Stampa E-mail
Cara Mariella (grazie per avermi confermato telefonicamente la tua identità),
pubblico per intero la tua risposta e ti invito formalmente a continuare a scrivere ma non vorrei che tutta la discussione si riducesse a un ping pong tra me e te. Non vorrei abusare della pazienza dei quattro lettori di procidamix per cui se non intervengono altre persone nella discussione ti risponderò in privato (te lo prometto) punto per punto.
D'altronde, per chi ha la pazienza di leggersi procidaniuse sono un libro aperto e le risposte a quello che mi dici se le può immaginare con buona approssimazione.


Caro Peppino,
speravo in un' altra risposta, un altro tono.
Io non sono l’avvocato di questa o di un’altra amministrazione, per quanto a molte persone come te sembra impossibile che si possa parlare per un bisogno generale di chiarezza e di giustizia, per fervore civico autentico e non per una ridicola difesa d’ufficio.
E’ per questa ragione che è scoraggiante pensare di fare altri “interventi”, credere in confronti fruttuosi, quando si è ascoltati senza un riconoscimento di sincerità.
Difficile per chiunque (gli amministratori, per esempio) fidare di rintuzzare con un’opera, complicata, di informazione e contro\informazione capillari, atteggiamenti preconcetti.
Mi sarebbe piaciuto essere letta, e ci contavo da te!, come qualcuno che argomenta concetti generali a cui ogni condotta generale, si possa ispirare. Non perché io abbia alcun titolo per dettare princìpi: solo per parlare insieme e trovare una via d’incontro tra persone affratellate dall’appartenenza ad un’unica comunità.
L’assioma principale a cui tenevo era questo: per tutti si deve rispetto. Per le istituzioni anche di più, perché ci rappresentano e perché è giusto che soprattutto i più giovani, di cui parlavo nel pezzo, crescano in un clima positivo.
Di fiducia nel cammino che devono intraprendere,  affidamento agli altri e principalmente a chi è deputato a tutelarli, proteggerli e a supportare le loro vite..
La fiducia negli strumenti costituzionali, per l’autorevolezza di enti come la famiglia, le varie forme di governo del paese, per gli adulti in genere. Immagino il disorientamento di chi, già ai primi passi nella vita,  pensa che  a occuparsi di loro ci siano persone indifferenti alla loro sorte. Poi parleremo della facoltà di critica e giudizio.
Prima di Natale sono andata alla Scuola Media, a vedere le recite dei miei due figli più piccoli e degli altri bambini, tutte belle. A un certo punto entra  in scena un bambino di prima classe,  vestito con la fascia di sindaco, che comincia a sciorinare una serie di promesse false e una serie di bugie, del tipo “non vi farò pagare l’ICI, o popolo mio!”.
Dopo di che entra una canzone che recita ”Siamo stanchi delle bugie”.
Mi sai dire cosa c’entrava con il Natale e se era quello l’esempio giusto da portare a bambini dagli undici ai tredici anni, togliendo loro, fuori di un contesto di analisi e critica, la stima per le istituzioni?
Così piccoli, a che pro? Può incidere il loro disincanto: possono votare alle prossime elezioni? E nell’ora di Educazione Civica cosa bisognerà dire loro?
Non bisogna togliere ai giovani il rispetto e la fiducia: oggi il sindaco è uno, domani ne verrà un altro: allora verrà cantata un’altra canzone per specificare “Questo qui è buono; questo nuovo non le dice le bugie…”?
All’ingresso della mia Scuola Elementare è stato esposto un volantino ingiurioso e volgarissimo, a firma di un Movimento politico locale che non si cura, evidentemente della regola di non introdurre materiale di propaganda nelle scuole. Contro l’Amministrazione Comunale: con nome e cognome delle maggiori cariche del paese associate alla parola spazzatura. Edificante! Così si fa per “protestare”? Si comincia dai bambini piccoli?
Nella stessa scuola, tra l’altro, dove sono iscritti e frequentanti i figli degli amministratori citati a quel modo”, poveri bambini, quelli che c’entravano!
Invece di creare tali condizioni di sofferenza,  malessere e sfiducia, di disprezzo per la dignità dell’uomo, bisognerebbe organizzare la protesta e l’opposizione nei luoghi e nelle maniere, tanti e vari,  consoni e adeguati.
Io ho trovato i sacchetti della spazzatura davanti alla mia porta di casa, quella attraversata dai miei figli ragazzini, dai miei genitori, dai miei nipoti, dai miei ospiti.
Una gogna ammissibile, questa? E’ questo il progresso e la visione corretta delle regole dell’opposizione e della critica?

c’è il Consiglio Comunale per rendere note e pubbliche le azioni amministrative, gli atti pubblici, le pubbliche assemblee e non mi sembra che nessuna amministrazione possa tirarsi  INDIETRO.
Io non credo che sia una cosa possibile, e neanche dignitosa, che un amministratore debba impiegare il proprio tempo a smentire le maldicenze gratuite, per le quali, come dici tu, si sente “oltraggiato”. Diverso è il confronto su temi e argomenti di interesse generale, o più concreto, al quale nessuno si vuole negare. Questa estate, solo per esempio, c’è stato un pubblico dibattito Muro\Cosenza.

Perché non organizzi tu un’assemblea, Peppino? Il tuo sito: domani stesso. Hai già chiesto, dal tuo sito, a proposito del tema  spazzatura, chiarimenti al vice\sindaco e li hai avuti immediatamente, ma è stato come se ciò non fosse proprio accaduto, visto che continui a dire “non se ne fregano niente”. In quella e-mail c’era l’informazione che chiedevi e che non era stata negata a nessuno neanche prima. Non hai dato credito a nessuna spiegazione dei fatti, a quanto vedo dalla tua amarezza.
I risultati dell’Azione di questa amministrazione, d’altra parte, benché tu non ne consideri nemmeno uno, sono sotto gli occhi di chi li riconoscere senza preconcetti
C’è un ospedale che funziona e non c’era;  c’è un porto turistico, un campo sportivo, i restauri di opere pubbliche….bla, bla, non voglio fare campagna elettorale. Forse si poteva fare meglio, tu mi chiedi delle cose precise e io ti rispondo con quello che so: l’isola non è sganciata dal resto del mondo immerso in dinamiche e congiunture sfavorevoli, in realtà dove i bisogni primari (il lavoro, la casa..) sono talmente assorbenti e disperati da condizionare il sistema della PA. Non solo a Procida, Peppino: è una realtà secolare del mezzogiorno d’Italia.
Osservatori specializzati affermano che oggi, a differenza del passato anche recente, il fenomeno dell’emigrazione colpisce i ceti meno deboli: chi ha la possibilità cerca la propria realizzazione in realtà lontane dal Mezzogiorno e magari riesce a realizzarsi. Rimangono nelle realtà amministrate a noi vicine ( e non mi riferisco solo a Procida dove il lavoro a mare ancora regge in parte), le persone più deboli, che pressano, appunto coi loro bisogni, sul sistema della PA .
Non è facile amministrare, oggi. Guidare lo sviluppo e il bisogno di cambiamento.
Si potevano fare tante altre cose? Tante si potevano fare meglio…? Su questo ne possiamo discutere apertamente, io personalmente non ho problemi se tu continui a darmi spazio. Sarai sicuramente d’accordo che ne ho il diritto, al pari di chi protesta: libertà e informazione per tutti.
A chi pensa e anche chi non pensa che ci siano al governo dell’isola solo amministratori che ignorano cinicamente i bisogni del paese, che se ne fregano, come dici tu.

Tu dici, “Mariella, chiunque tu sia”.
Caro Peppino io non ho problemi a dire chi sono, che sono da tanto tempo al fianco di un amministratore, di uno che ha ricoperto, e ricopre, cariche significative.
A te sembrerà strano e curioso, ma io ti dico che da più di vent’anni ogni progetto del mio compagno nasce sotto i miei occhi, sotto il tetto della sua famiglia stimata: dove respirano aria buona di impegno e buonafede i  nostri figli.
Erano passati pochi mesi dalla nascita del nostro ultimo, e lui era stato eletto sindaco, che andai per compagnia, entusiasmo e condivisione, a Roma, dal dott. Vaciago, delegato del ministro dei beni culturali, Veltroni, col progetto per il carcere, a firma di Silvestrini e altri enti. Dopo pochi mesi, già in cantiere un progetto importante.
Questo come tante altre cose.
Forse  un amministratore così, che ha messo in campo tanti processi di sviluppo ( a volte a mani nude, senza la solidarietà istituzionale di enti superiori poco…”collaborativi”: sarà per il diverso colore politico che li caratterizza?) può commettere errori, sbagliare alcune o molte cose; sbagliare, a parere tuo, la sua progettazione per l’isola…
Io non lo credo: lo stimo e ho fiducia perché sono testimone di quello che fa, nel momento in cui ogni suo progetto è solo un embrione.
Nonostante l’incompiutezza delle loro azioni terrene e perfettibili (per i miracoli ci stiamo attrezzando) le persone che “lavorano” e si danno da fare, esposte al giudizio e alla verifica,  con passione e la massima onestà e carità cristiana, sì!, meritano proprio tutto il rispetto.
Rispetto per sé e di più ancora se rivestono cariche la cui dignità e credibilità domani dovrà passare intonsa ad altri uomini.
Io sono dispiaciuta per la deriva in cui stiamo precipitando in virtù della quale è facilissimo incrinare la credibilità di chi è impegnato, a vario titolo, al servizio degli altri, fra limiti ed errori. Gli errori e i limiti prevedono la critica, non l’oltraggio, caro Peppino .
Alla fine, ci sono libere elezioni, per ovviare allo scontento, quando c’è: nessuno è eterno.
Ma fino ad allora: si porti rispetto reciprocamente.
Un valore a cui un organo di informazione può ridare smalto.
Grazie
 
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