Nostalghia PDF Stampa E-mail

(a proposito della polemica sul libro di Buttà)
si potrebbero dividere gli uomini in due grandi categorie: quelli che guardano indietro (al passato) e quelli che guardano avanti (al futuro).
Ci sarebbe una terza categoria, quelli che guardano al presente, ma, eccetto i santoni e i monaci buddisti, sono pochi quelli che ci riescono.
Tra quelli che guardano indietro potremmo sicuramente situare i nostalgici, quelli che hanno tendenza a idealizzare il passato, associarlo al ventre materno in cui ognuno di noi, in misura maggiore o minore, vorrebbe tornare.

Questo sentimento è molto romantico ma politicamente molto dannoso perché ci porta inevitabilmente a commettere un errore di valutazione: considerare che sia possibile anzi auspicabile tornare indietro.
Ma purtroppo "acqua passata non macina più! "
Penso che l'atteggiamento più giusto (ma non facile) nei confronti degli avvenimenti sia accettare il dato di fatto, senza rimuginare (tanto indietro non si torna) e usare tutte le energie per andare avanti nel migliore dei modi.
Perché la storia non si fa con i "se" e i "ma".
Onestamente non so dire cosa sarebbe successo:
  • se l'unità d'Italia non fosse avvenuta
  • se i mille non fossero sbarcati a Marsala
  • se l'Italia fosse ancora divisa in più stati
quello che so per certo e che l'Italia oggi è una realtà unitaria che è costata (sopratutto ai vinti) molte sofferenze e molte morti e che l'unica cosa che posso fare è adoperarmi perché discriminazioni e ingiustizie non perdurino.
Allora che cos'è e sopratutto a cosa serve la storia? la mia risposta è semplice, anche se puo sembrare ambigua: la storia sono le nostre radici, le nostre esperienze e i nostri errori. Ci serve per sapere da dove veniamo e chi siamo (radici) e come fare per commettere meno errori (esperienze ed errori). Serve a quelli che in cambio guardano solo avanti a non dimenticarsi radici ed errori commessi in passato.
Purtroppo devo con tristezza notare che in pratica poi queste funzioni la storia non le svolge perchè spesso quando siamo alle strette e dobbiamo agire ci dimentichiamo di consultarla.
Penso per esempio a certi atteggiamenti e sopratutto certe azioni degli israeliani nei confronti dei palestinesi dimentichi di quanto sofferto da loro( gli ebrei) in un passato recente.
In maniera meno drammatica ma più vicina a noi, penso agli italiani e le discriminazioni nei confronti degli extracomunitari come se la stessa cosa non fosse successa a noi in America in Francia in Inghilterra fino a pochissimi anni fa!
E la cosa che più mi preoccupa è che in cambio la storia, trasformata in favola dorata, dal pifferaio di turno, può determinare svolte pericolose. Penso all'impero romano di mussolini, ai nibelunghi e le valchirie di hitler, e, in versione più annacquata, ai lombardi e il carroccio di bossi.
In definitiva (sempre secondo me) non dimentichiamo mai la storia, tutta la storia (comprese le pagine meno edificanti) ma sempre guardando avanti.
 
 
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