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Lettera aperta a T. Strudel PDF Stampa E-mail
a Tommaso Strudel, assessore all'ecologia del Comune di Procida
cc. gent.Sindaco del Comune di Procida
cc gent. Vicesindaco del Comune di Procida
Caro Tommaso,
quando due mesi fa mi hai invitato a collaborare alla stesura del nuovo piano di raccolta differenziata ho accettato con piacere ed ho contattato le associazioni e i cittadini con cui avevo iniziato a discutere del problema.
Purtroppo le differenze di vedute e la necessità di “quagliare” senza perdersi in discussioni hanno determinato che alla fine rimanesse un gruppo ristretto che corrispondeva alle persone che erano andate a verificare il sistema rifiuti del Monte di Procida. Parlo cioè di Marina Ambrosino, Giosuè Scotto di Santillo e Franco Cerase (oltre al sottoscritto) e quando parlerò di “noi” mi riferirò solo a queste persone. I contatti con le associazioni sono stati tentati attraverso Lina Scotto dell’associazione Maia.
L’ipotesi di lavoro (oltre al tentativo di realizzare una raccolta differenziata che funzionasse) era molto ambizioso. Si trattava di verificare la possibilità, in una situazione di crisi quale quella che vive la nostra politica in generale, di superare le barriere e gli schieramenti politici  e di collaborare in maniera fattiva con l’amministrazione per il buon funzionamento della nostra isola.
Devo ammettere col senno di poi che la cosa non è cosi semplice perché, nonostante tutto esistono ancora scelte di fondo che ci dividono.
Insieme a te ho (abbiamo) partecipato ad incontri e convegni, ci siamo incontrati varie volte con sindaco e vicesindaco (quest’ultimo in veste di delegato alle partecipate). Abbiamo inoltre preso parte a quasi tutte le riunioni della commissione speciale sul problema rifiuti.
Tutta questa attività ci ha permesso di farci un’idea sul problema e, soprattutto sulle iniziative che bisognerebbe adottare per dare una sterzata alla situazione che al momento per vostra (degli amministratori) stessa ammissione non funziona bene (o per meglio dire potrebbe funzionare molto meglio)
Ci eravamo offerti di mettere a punto ( in maniera totalmente gratuita) un piano di comunicazione efficiente e capillare che assicurasse il successo dell’ennesimo tentativo di raccolta differenziata.
Purtroppo però, come ti ho varie volte commentato, una attività di informazione e promozione richiede, per funzionare bene, una reale convinzione ed un totale “crederci” da parte di chi la realizza, ed è qui che rileviamo due difficoltà.

La prima è il diverso atteggiamento riguardo all’ambiente.
Per quanto mi (ci) riguarda, il rispetto per l’ambiente non va subordinato a nessuna considerazione di carattere economico.
Per questo motivo la raccolta differenziata, che significa restituzione al sistema di risorse preziose attraverso il riciclo ed il compostaggio, è obbiettivo per noi irrinunciabile.
Proposte diverse che prevedono la sparizione “magica dei rifiuti” non vanno a nostro avviso ( e la tendenza europea  e perfino mondiale – vedi ultime dichiarazioni del presidente dell’ONU - ci da ragione) neanche prese in considerazione.
Al di là del loro reale impatto sull’ambiente o le considerazioni sull’ipotetico risparmio economico. Queste proposte non vanno prese in considerazione anche  perché sono diseducative e non incentivano la riduzione dei consumi, conditio sine qua non per evitare una catastrofe ecologica.
E su questo punto (vorrei sbagliarmi) abbiamo la netta sensazione che esista tra noi e voi (anche se ti riconosco una posizione di mediazione) un disaccordo che definite ideologico ma che in soldoni significa ammetere o meno che non si può andare avanti all’infinito con questi livelli di consumi.
D’altronde la differenziata, una volta a regime, presenta almeno due vantaggi:
  • Sganciarci il più possibile dai problemi delle discariche in terraferma (quando noi e altri comuni avevamo le strade piene di spazzatura, a Monte di Procida, lo abbiamo constatato con i nostri occhi, non c’era un sacchetto per strada)
  • Un abbassamento dei costi generali di gestione (lo abbiamo sentito insieme a te dagli amministratori e tecnici ai vari convegni).
La seconda difficoltà che incontriamo, meno ideologica e quindi con più possibilità di trovare accordi, è la mancanza di segnali forti di cambiamento per quel che riguarda il sistema SEPA
Abbiamo spesso parlato della commistione di funzioni  dei vari attori del “sistema (comune, sepa, s.marco, tributaria) che di fatto rende difficile capire sempre diritti, doveri e sanzioni applicabili per ognuno dei componenti. Il tutto si traduce in un gioco a scaricabarile dove tutti accusano tutti  del malfunzionamento del servizio. Ci è sembrato che come amministratori foste d’accordo su questa analisi e avete manifestato più volte la necessità di cambiamenti radicali ma per il momento non si è visto il minimo passo concreto.

Qualcuno ha pensato che queste nostre posizioni siano ricattatorie ma, come tu hai ben capito, sono le basi minime per poter lavorare bene. Non pensiamo che i giochi siano chiusi e forse c’è ancora qualche possibilità di collaborazione.
Questa lettera vuole essere un tentativo di spiegazione delle nostre posizioni.
Il tempo stringe e tra poco bisognerà far partire la differenziata. Vi invitiamo a rivedere le vostre posizioni sulla base delle considerazioni fin qui fatte per cercare di lavorare insieme alla riuscita del progetto.
Un caro saluto
peppino capobianchi
 
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