Risposta a riflessioni#2
Caro Peppino,
facendo parte di quei “4 lettori”, ti prego di rispondere alla signora Mariella, qualora decidessi di farlo, in modo da darmi la possibilità di continuare a leggere qualcosa che mi interessa particolarmente.
Interesse che nasce dal fatto, che per la prima volta leggo ciò che mi aspettavo di leggere dal primo momento. Perché chi scrive lo fa in modo egregio (mio parere ovvio), ma soprattutto per il contenuto, finalmente diverso, che tocca nel profondo il vero problema attuale.
Protestare è sacrosanto diritto di ogni cittadino, ma è dovere di ogni cittadino porre maggiore attenzione e riflessione alle vicende che riguardano tutta la comunità, compresa la gestione amministrativa. Invece noi protestiamo male, non informati, aizzati per interessi altrui (almeno la sensazione è stata questa), alziamo solo la polvere e dispensiamo critiche gratuite, dimenticando che ci sono mezzi idonei con cui intervenire, ma nessuno che si interessi nel concreto. Fatto salvo per poche eccezioni, che evidentemente vogliono rimanere tali, perché pur avendo gli strumenti e le capacità, non hanno interesse a condividerli. Tutti, nessuno escluso, ha fatto o detto qualcosa che, lui stesso, ritiene disonorevole. Consapevolmente o meno, prenderne atto è l'unico modo per crescere.
Dobbiamo ammettere che in parte è vero anche questo, dobbiamo ammettere che da una parte o dall'altra si sbaglia troppo. Adesso deve prevalere la volontà di chi vuole costruire, cosa ancor più difficile e isolare chi invece vuole solo sfruttare un momento di fermento, usando anche i mezzi più beceri.
Andiamo dietro a chi? Chi dobbiamo ascoltare? Chi ci deve insegnare? Poveri giovani ormai disillusi e  disincantati da tempo, che però cercano disperatamente qualcuno che li guidi, specialmente quando si occupano di cose serie come la politica ed il bene comune, non avendo alcuna capacità critica. Magari la scuola ha le sue gravi colpe in tutto questo.
Esistono anche qui diffuse e pesanti le sensazioni di disagio e paura, solo in parte giustificate, che la maggior parte delle persone non riesce a decodificare ancora. Sappiamo che qualcosa sta per cambiare, forse ci rendiamo conto che non è più possibile andare avanti in un certo modo, ma avvertiamo anche una grande difficoltà nel rivolgere lo sguardo verso la giusta direzione, come essere accecati dal sole dopo anni di oscurità.
Vero che solo chi “fa” a volte sbaglia. Vero che chi amministra non viene rispettato da tutti. Ma è vero anche che sentiamo il bisogno di reagire in qualche modo, e bisogna perdonarci se a volte lo facciamo in modo errato, capire che alcuni di noi hanno imparato adesso a camminare da cittadini, e che anche i più grandi inciampano.
“Il rispetto lo riceve chi se lo merita” questa la frase che mi piaceva di più un tempo, solo da poco capisco che il rispetto è una cosa che bisogna dare a tutti, in quanto esseri umani, che quello di cui parlavo era “ammirazione”, solo così posso esercitare una piena e reale libera scelta.
Saluti
Domenico Scotto di Minico