Affari contro il diritto alla mobilita'

Raffaele Iovine è il nostro link principale con il problema dei trasporti marittimi. Ci ha fatto prontamente pervenire il nuovo documento stilato dal "Comitato per il diritto alla continuità territoriale".
Ci ha inoltre segnalato il suo blog: http://procida.blog.kataweb.it/weblog/   con aggiornamenti sulle vicende Caremar e non solo...
Eccovi comunque il testo del comunicato:

I tagli delle corse CAREMAR

AFFARI CONTRO IL DIRITTO ALLA MOBILITA’

E’ in corso a livello ministeriale e regionale un palese disegno per svendere la Società pubblica CAREMAR, consegnando i vitali interessi di mobilità e di sviluppo degli isolani nelle mani di un armamento libero che con un naviglio scadente ed obsoleto tenta di mettere le mani sul filone d’oro dei finanziamenti regionali e nelle nostre tasche.

Il disegno è partito da lontano e coinvolge ambienti governativi, regionali e gli Amministratori della “Tirrenia” e della “Caremar”, non a caso mai chiamati a rendere conto di trentennali gestioni passive e certamente non solo per i costi “sociali” del servizio.

Oggi tentano la spallata finale.

I nuovi vertici governativi non sono stati capaci di difendere le loro prerogative e di ascoltare le ragioni delle Istituzioni locali e dei cittadini, lasciandosi irretire nei lacci degli apparati ministeriali.

Nascondendosi dietro i tagli della Legge Finanziaria del precedente Governo, si rinunzia a corse attive nel periodo di maggiori incassi per affidarle ai privati con l’aggiunta di larghe integrazioni di contributi attraverso “procedure d’urgenza” o con gare “internazionali” per singole corse che così congegnate scoraggiano la effettiva concorrenza per poi affidarle ai “locali”.

Alcuni casi sono illuminanti della volontà effettiva dell’Ass. Regionale Cascetta che rifiuta ostinatamente ogni razionale proposta a tutela del diritto alla mobilità territoriale per imporre ulteriori finanziamenti all’armamento privato, in aggiunta a quelli già notevoli e di scarsa reale utilità elargiti per il “Metrò del mare”, gestito dagli stessi operatori che con il loro Consorzio si sono aggiudicati la “gara” essendo l’unico partecipante.

Oggi si vuole eliminare la corsa Caremar “Capri-Sorrento”, largamente attiva con incassi annui di oltre 5 milioni di Euro, per assegnarla ad un privato. Caso vuole che quel privato, “vincitore di una delle gare di urgenza”, avesse la nave “giusta” in banchina fin dall’inizio della vicenda, in attesa di positivi sviluppi. L’assegnazione “a costo zero” senza contributi regionali, conferma l’alta redditività dell’operazione e smaschera la giustificazione dei “tagli della Finanziaria”.

Per altro verso, uno degli armatori privati, D’Abundo, altro affidatario di corse con procedure d’urgenza, mostra tutti i limiti dell’armamento libero del Golfo. Assegnatario di nuove corse con alti contributi regionali, non è in grado di effettuare nemmeno quelle che ha già. Caso vuole che la moglie, bocciata alle recenti elezioni amministrative a Napoli, è poi stata nominata Assessore al Comune.

E si potrebbe continuare, esaminando tutti gli altri intrecci tra apparati ministeriali, regionali ed interessi dei privati, anche nel settore della manutenzione navale.

A supporto di tanto lavorio regionale opera poi l’ACAM, l’Agenzia per la mobilità il cui direttore recentemente sulla stampa ha avuto l’ardire di candidare l’agenzia quale “Autority” del trasporto pubblico. Tra i tanti comportamenti che hanno suscitato perplessità, oltre alle madornali incongruenze operative, non è possibile dimenticare che in occasione della serrata del febbraio scorso da parte degli armatori invece di una ferma condanna e relative sanzioni c’è stata condivisione e sostegno, accettando aumenti dei costi per gli utenti talora del 60%!.

In questo ginepraio di interessi s’intendono sacrificare le sacrosante e vitali esigenze economiche e sociali delle tre isole del Golfo, ritenute “ricche” perché contribuiscono sensibilmente al PIL dell’intera Regione. Trascurando, come al solito, Procida che tuttora stenta alla ricerca del proprio sviluppo economico che certamente sarebbe tarpato da un sistema di trasporto monopolizzato dai privati.

E’ ora di mettere fine a queste speculazioni sulla pelle degli isolani.

GIU’ LE MANI DAI NOSTRI BISOGNI:

IL MARE E’ “NOSTRUM”, NON “VOSTRUM”!

Smascheriamo chi gioca col pubblico danaro, si mobilitino le coscienze oneste!.

NOI NON CI ARRENDIAMO E NON DIMENTICHEREMO

Il Comitato per il diritto alla continuità territoriale