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I mercoledi della piazzetta: il ritorno PDF Stampa E-mail
 Proprio oggi ho pubblicato qua un articolo (di osteopatia) del mio amico Dario Vitale sulla qualità del movimento.
Mi chiederete cosa c'entra il movimento con le feste in piazza dei Martiri.
Vi rispondo con una domanda: qual è la cosa che fa la differenza tra una festa "normale" e una festa popolare?


La risposta è: la stessa cosa che dà qualità a un movimento: l'intenzione!!!
L'intenzione di chi ha organizzato la festa in piazza era sopratutto quella di stare insieme in allegria.
Niente promozione turistica. Niente promozione dell'immagine dell'isola. Niente promozione commerciale.
Solo e soltanto stare insieme in allegria approfittando della bella serata.
Anche l'intenzione di raccogliere fondi per beneficenza (per quanto lodevole) era secondaria.
E purtroppo l'intenzione si vede e si sente e fa la differenza.
Chiaramente, volendo fare i bizantini, si può mascherare o rendere meno evidenti le intenzioni facendole apparire come secondarie.
Esempio: Facendo una promozione commerciale non c'è bisogno di mettere le bancarelle.
la gente arriverà, parteciperà alla festa (che a quel punto "sembrerà" meno finalizzata) e se vorrà, entrerà nei negozi che, guarda caso, saranno aperti! (ma che gentili questi commercianti che si sacrificano per farci fare shopping!) e tutti vissero felici e contenti senza mugugnare sull'insaziabilita dei bottegai...
ma ahime, gia lo so, come al solito verrò frainteso e la mia buona volontà scambiata per critica sterile.

Comunque chi vuole replicare può farlo qua . Prometto di pubblicare gli eventuali commenti




















 

 

 
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