Disagi Caremar PDF Stampa E-mail
Caro P.C.,
sono gerardo scotto d'aniello, ti invio una lettera, chiendoti gentilmente se la puo pubblicare sul tuo sito, che inviato ieri a molti giornali e che riguarda il comportamento scorretto tenuto domenica pomeriggio dalla CAREMAR aproposito della corsa dell'aliscafo delle 16.30 per Napoli.
Saluti
Gerardo Lettera ai Giornali:

Ai Sigg. Direttori de
La Repubblica
Il Mattino
Il corriere del Mezzogiorno
Il Golfo – Quotidiano di Ischia e Procida
Il Roma
Il Denaro

Egregio Direttore,

sono un cittadino residente a Procida, ma da alcuni anni lavoro a Roma. Spesso trascorro i miei week end sull’Isola dove risiedo dalla nascita. Le scrivo per segnalare quanto mi è accaduto nel pomeriggio di domenica 22 aprile al porto di Procida.
Avevo intenzione di fare rientro nella Capitale partendo con l’aliscafo della CAREMAR (compagnia di navigazione pubblica Sic!) delle ore 16.30, il quale parte da Ischia alle 16.15 diretto a Napoli, facendo scalo passeggeri a Procida intorno alle ore 16.30. Poiché mi aspettavo che ci fossero molte persone intenzionate ad usufruire di questa corsa, mi sono premunito acquistando il biglietto per la detta corsa, nella mattinata di domenica, ossia con largo anticipo rispetto l’ora di partenza. Alle ore 16.30 mi trovavo sul pontile dove attraccano solitamente gli aliscafi, ed insieme con me c’erano molte decine d'altri passeggeri. All’arrivo dell’aliscafo della CAREMAR, sbarcati i pochi passeggeri saliti ad Ischia e diretti a Procida iniziano a salire i passeggeri presenti sul molo e diretti a Napoli. Erano appena imbarcati pochi passeggeri quando il comandante dell’aliscafo ha fatto fermare l’imbarco sostenendo che l’aliscafo era già partito pieno da Ischia e che per motivi di sicurezza non poteva imbarcare altri passeggeri. Ha proseguito poi dicendo che c’era stato un errore con i computer e che ad Ischia erano stati emessi più biglietti del dovuto e per tale motivo erano imbarcati molti più passeggeri di quanti né dovessero imbarcare. Invitava quindi me e le altre decine di passeggeri rimasti a terra come me, tra cui bambini piccoli e donne incinte a prendere il successivo aliscafo della SNAV delle ore 17.40. Detto questo l’aliscafo ha mollato gli ormeggi ed è partito, lasciando decine di persone “appiedate” munite di regolare biglietto, che è stato poi rimborsato (e ci mancherebbe altro!!) dalla locale biglietteria. E’ quasi superfluo fare notare che questo ha causato notevole disagio per noi pendolari e per i tanti turisti venuti sull’isola per trascorrere qualche piacevole giornata di vacanza, ci stavano, infatti, anche chi doveva prendere l’aereo, o chi come me doveva prendere il treno, per raggiungere varie località italiane o estere e che per tale motivo si erano munite in anticipo del biglietto regolarmente emesso dalla locale biglietteria, illudendosi che ciò sarebbe bastato a dare loro diritto di imbarcare come accade in tutte le altre parti del mondo.
La cosa particolarmente grave che mi preme segnalare è che l’episodio accaduto ieri non è isolato, ma è solo l’ultimo di una lunga serie di analoghi episodi. A me personalmente è la terza volta che capita la stessa cosa negli ultimi anni, creandomi seri disagi per il ritorno a Roma. Adesso mi pento di non avere fatto presente in precedenza alla stampa queste vicende a cui noi cittadini procidani (quasi fossimo cittadini di serie B) e i turisti che si decidono di visitare la nostra isola, siamo sottoposti, ai continui disagi che dobbiamo subire (mi ci metto anche io anche se sono solo un pendolare del fine settimana) oltremodo penalizzati rispetto ai residenti della più nota e più affollata dell’isola di Ischia. Sia ben chiaro che la mia non vuole essere un’iniziativa contro i cittadini dell’isola verde, ma volevo solo focalizzare l’attenzione sul annoso problema dei trasporti marittimi cui sono soggetti gli abitanti delle isole del Golfo di Napoli

Roma, 23 aprile ’07

In Fede
Scotto d'Aniello Gerardo
 
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