Prima pagina arrow Societa' arrow Carlo, indignato no.2
Carlo, indignato no.2 PDF Stampa E-mail
Caro Carlo,
noto anzitutto con molto piacere che i giovani procidani lontani seguono Procidaniuse e sopratutto si interessano alle sorti della nostra Isola.
Ieri ha scritto Sasà da Milano contro il libro di Buttà, oggi tu rispondi alla mia replica a indignato...
Pubblico subito la tua lettera completa e ti prometto di replicare (penso di averne diritto) al più presto.
*****************************************************
Caro P.C.,
non posso che rimanere lusingato dalle tue sagge perle di economia regionale, ma consentimi di commentare quanto leggo nell’intervento da cui trae spunto la tua risposta.
E’ inaccettabile sul piano professionale ed anche istituzionale giustificare quanto detto dal nostro primo cittadino di fronte alla platea dei giovanissimi delle scuole medie.
Offrire come unico sbocco occupazionale la via del mare e’ paradossale ai giorni nostri.
Soprattutto considerato le condizioni in cui versa l’attuale Istituto Nautico - degradazione, bullismo incontrollato, didattica lacunosa e un atteggiamento degli stessi studenti riluttante all’apprendimento e spesso zavorra per quanti sommessamente intendono “fare qualcosa di buono”.
Un paio di anni fa scrissi un mio intervenento sulla tema Istituto Nautico e futuri comandanti e direttori procidani, e ricordo che il tuo commento fu - riceviamo questo intervento ...anche se non lo condividiamo al 100 % ...( Istituto Nautico Addio ) ma non mi e’ mai giunta una replica alle mie parole.
Ora ti sento parlare di economia regionale.
In un altro mio intervento sulla Sagra del Vino accennai al tema turismo e condizioni dell’economia procidana, e fui tacciato di essere studente che fa economia, magari della Bocconi.( Procida, sagre e turismo  ).
Beh, ora alla Bocconi non ci studio piu’ ma noto  che la tua risposta all’intervento di indignato profuma di fondamenti economici e sfiora il delicato tema delle fonti economiche diversificate, accennando anche alle annose piaghe che assillano la vicina Ischia.
A buon ragione, pero’, leggo nella tua risposta alcune parole chiave - territorio, professionalita’ e gestione. Io le tramuterei in 3 P:

•Prodotto
•Professionalita’
•Promozione

Queste sono le leve su cui un’amministrazione deve lavorare per apportare soddisfacimento ai propri cittadini.
E’ inutile girarci intorno e ripetere chiacchiere perpetue, ma cio’ di cui si ha bisogno e’ un’amministrazione e con essa tutti i vari portatori di interesse  capace di diagnosticare strategie e politiche che promuovano l’isola sul mercato, vendendone il nome come fosse un prodotto di nicchia, strappando quote di mercato alle rivali Ischia e Capri.
E’ cosi’ che bisogna approcciare il tema rilancio, senza mezzi termini, con idee e progetti ben chiari, e senza alcun rimpianto, come ho letto su alcuni tuoi passati interventi, della Procida selvaggia, elitaria di decine di anni fa.
La competizione anche nel settore turismo  c’e’, esiste e va affrontata a mani tese.
Ed e’ pertanto  ingiustificabile presentarsi di fronte a dei ragazzini, in qualita’ di rappresentante dell’amministrazione e ammettere che Procida non sviluppera’ mai alcuna forma di turismo, per cui l’unica fonte di sostentamento che ERA che E’ e che SARA’ e’ la risorsa mare.
Un simile atteggiamento rinunciatario va deplorato e condannato, perche’ caro p.c., forse hai dimenticato di dire nella tua risposta che l’economia procidana e’ gia’ totalmente dipendente dal mare, e quella decimata quota di popolazione che non vive del mare, deve essere messa in condizione di usufruire di ogni servizio che l’amministrazione pone in essere per il bene della comunita’. Cio’ vale per gli operatori turistici cosi come coloro che lavorano in terraferma e lamentano i ben noti problemi di pendolarismo.
Dove e’ l’amministrazione? La risposta e’ che l’amministrazione non c’e’,  e’ intenta, invece, a elargire consigli alle nuove generazioni su come sopravvivere su un territorio che non e’ in grado minimamente di gestire. Quindi e’ ora di fare le valigie caro peppino e andare a casa, ammettendo di non aver saputo fare fronte alle istanze della comunita’.
Amministrazione di destra o di sinistra, capiamoci bene, a Procida, ha poca rilevanza, dato lo stato selvaggio in cui ancora giaciono alcuni diritti fondamentali dell’essere cittadini.
L’attuale opposizione e’ in grado o meno di gestire un territorio acerbo come Procida...?
Chissa’...non mi esprimo per non essere di parte. Rimpiango solo che i tanti che hanno lasciato l’isola per il Nord, o per l’estero come me non hanno potuto contribuire con quanto imparato e sviluppato alla crescita dell’isola su cui sono nati.
Questo mio intervento vuole essere solo una replica alla risposta che hai dato a indignato, che e’ stata direi non appagante. Per le lezioni sui principi base dell’economia, attendo il momento per intervenire con maggiore chiarezza.
Saluti
Carlo Scotto di Carlo


 
© 2020 procidaniuse
Joomla! is Free Software released under the GNU/GPL License.